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venerdì 2 settembre 2011

Brink

Giocoi di ruolo con una buona dose di azione. È con un pizzico di curiosità che ci siamo accostati a Brink, dunque, attratti soprattutto dall'esclusivo stile grafico e dal pedigree della casa di produzione, al contempo stimolati dalla formula di gioco. Brink, infatti, è uno sparatutto esplicitamente votato al multiplayer, pensato per portare una ventata d'aria fresca nel panorama degli FPS, grazie all'introduzione di dinamiche di movimento intrise di elementi provenienti dal parkour. Questo è l'obiettivo che il team di sviluppo si è preposto. Vediamo insieme se Splash Damage, sotto l'egida Bethesda, è riuscita nell'intento.
La trama di Brink vi proietterà su di una futuristica città fluttuante, separata in due zone da un muro di demarcazione che identifica altrettante aree metropolitane, alle quali appartengono le due fazioni avversarie con cui schierarsi. Il nome di questa gigantesca struttura alla deriva è The Ark, una volta ancorata nei pressi della terraferma, ma ormai da oltre vent'anni rifugio marittimo dell'umanità. All'inizio dell'avventura vi verrà chiesto proprio di decidere una fazione alla quale fornire il vostro supporto armato. Una scelta forte, che avrebbe potuto rivelarsi anche vincente, ma che viene ben presto vanificata dalla possibilità di passare da un gruppo all'altro proprio in fase di caratterizzazione del personaggio.

A proposito di caratterizzazione, l'editor del proprio alter ego è molto completo e lascia intuire fin da subito che uno degli incentivi maggiori nel giocare Brink sarà proprio quello di sbloccare i punti esperienza necessari per ottenere tutte le personalizzazioni disponibili. La customizzazione del proprio combattente (se ne possono creare un massimo di dieci), infatti, si rivelerà sempre più complessa man mano che guadagnerete esperienza sul campo di battaglia, sbloccando oltre 50 skill da combinare fra loro per, ottenere un guerriero unico non solo nell'aspetto, ma anche nelle abilità. Fermo restando che il massimo livello raggiungibile è il ventesimo.
Oltre alla possibilità di creare personaggi esteticamente unici, mixando una vasta gamma di varianti di abbigliamento, tatuaggi, tipologie di volto e colorazioni, in Brink sono previste anche diverse classi, per l'esattezza quattro (Medico, Soldato, Agente e Tecnico) e tre tipologie di corporatura (Imponente, Media e Agile). Il grande problema, di cui vi abbiamo fatto intuire qualcosa parlando della scelta della fazione, risiede nella costante aleatorietà delle vostre decisioni. Se pensate di scegliere una strada e specializzarvi nell'uso di specifiche abilità, allora siete completamente fuori strada: in Brink, anzi, dovrete perfino cambiare classe in-game per portare a termine una determinata missione. Una scelta che rende l'esperienza complessiva di gioco leggermente confusionaria.

L'unica cosa che realmente brilla nel gameplay di Brink è il sistema di spostamento denominato SMART (acronimo di Smooth Movement Across Random Terrain), che vi consentirà di eseguire movimenti spettacolari in giro per i livelli di gioco. Le tre diverse tipologie di fisico influenzano la velocità negli spostamenti, la possibilità di imbracciare determinate armi e di eseguire passaggi particolari. Una cosa che anche il tutorial iniziale tende a precisare è che in Brink è fondamentale spostarsi costantemente, più che sparare. Non possiamo che confermare questa affermazione, aggiungendo che anche la collaborazione con altri giocatori in carne e ossa è essenziale per trarre il meglio dall'esperienza di gioco.
La modalità Campagna è suddivisa in due parti, come prevedibile, e vi svelerà la storia dal punto di vista di entrambe le fazioni: una impegnata a fuggire da The Ark, l'altra intenta a proteggere la città galleggiante e ad imporre l'ordine. L'intera esperienza può essere affrontata in singolo, sfruttando le routine di Intelligenza Artificiale che controllano i Bot, ma non vi sarà mai nulla a che fare con sessioni di gioco aperte, in cui intervengono compagni di squadra umani (fino a sedici giocatori, otto contro otto). I livelli di gioco sono otto e, in base alla fazione di appartenenza, gli obiettivi variano leggermente. Sebbene il level design sia ottimamente realizzato, Brink tende a risultare presto ripetitivo a causa di missioni fin troppo monotone, complice anche il fatto che, nonostante la varietà dei percorsi praticabili, la dislocazione di questi è sempre la medesima.

Graficamente Brink oscilla fra l'assoluta eccellenza e l'anonimato. Il design dei personaggi è incredibile, così come la caratterizzazione dei volti. Elementi che spiccano al primo impatto con il gioco, durante la fase iniziale di creazione del proprio alter ego, ma che si perdono in un mondo di gioco che soffre di alcuni inspiegabili problemi. Il motore grafico idTech 4, opportunamente modificato per l'occasione, non sembra eccellere nella gestione delle texture, che paiono soffrire talvolta di evidenti problemi di caricamento. Le animazioni non sono esaltanti, così come il livello generale di dettaglio che cozza con l'ottima caratterizzazione caricaturale dei personaggi.

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